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  Fiat CR 42 Falco scala 1-32
Fiat CR 42 Falco scala 1-32
Fiat CR 42 Falco scala 1-32

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Descrizione

Fiat CR-42 - ( "Falco")  scala 1:32

Modello speciale realizzato a regola d"arte in resina, con particolari in metallo, verniciato a mano, già assemblato, rifinito con trasparente opaco. Da collezione.

 Dimensioni: lunghezza cm.25 - apertura alare cm.31 - Peso: Kg. 0,700

*Compreso di elegante base d"appogio,in legno e confezione personalizzata.

 Quantitativo minimo per ordinare Fiat CR-42 "Falco" scala 1-32  (1) modello.


     Questo  modello,  può  essere  riprodotto  con  qualsiasi  livrea       *( A RICHIESTA )*

Per informazioni sulle nostre riproduzioni in scala contattaci direttamente al numero +39-029791422 Cell.+39-3393862464 oppure tramite posta elettronica all´indirizzo info@spotoaerei.it  spotomodelli@libero.it


Il Fiat CR.42 Falco,

era un biplano di tipo sesquiplano, monoposto e monomotore da caccia[1] con carrello fisso e struttura metallica a rivestimento misto (parte in metallo e parte in tela), realizzato dalla casa torinese alla fine degli anni trenta. Venne utilizzato nella seconda guerra mondiale prevalentemente dalla Regia Aeronautica, ma fu acquistato anche da paesi come Belgio, Ungheria, Finlandia e Svezia.[2][3]
Il "Falco" fu lultimo caccia biplano della storia ad essere costruito in serie. Assieme al tedesco Henschel Hs 123, al Gloster Gladiator britannico e al Polikarpov I-15 sovietico, fu anche lultimo caccia biplano a combattere nel secondo conflitto mondiale e lultimo biplano nella storia ad abbattere, nel 1945, un aereo nemico.[4]
Il C.R.42 venne prodotto fino al 1944 e detiene tuttora il primato di essere laereo italiano costruito nel maggior numero di esemplari (circa 1 800  [5]).

Storia del progetto

Partendo dal grande successo del Fiat CR.32 "Freccia", nel 1935-36 la divisione lufficio tecnico della Fiat diretta dallingegnere Celestino Rosatelli iniziò a lavorare al suo successore, quello che sarebbe stato il Fiat CR.42 "Falco". Il nuovo biplano era equipaggiato con un motore radiale Fiat A.74 RC.38 a 14 cilindri in doppia stella da 840 CV a 3 800  m di quota.[5] Progettato dagli ingegneri Tranquillo Zerbi e Antonio Fessia, il nuovo propulsore era uno sviluppo del Pratt & Whitney R-1830 SC-4 Twin Wasp.
Quella del biplano da caccia era ormai una formula superata e le caratteristiche di volo e di armamento del nuovo caccia erano nettamente inferiori a quelle degli aerei che il CR.42 si sarebbe trovato di fronte nel corso della seconda guerra mondiale, ma i successi che il suo predecessore CR.32 stava conseguendo nella guerra civile spagnola, anche contro le macchine ben più moderne messe in campo dallUnione Sovietica,[6]convinsero la Regia Aeronautica che la formula fosse ancora valida, non considerando che i risultati ottenuti dal C.R.32 erano dovuti, sì, alla bontà della macchina, ma anche e soprattutto alla minore esperienza degli aviatori nemici. Per giunta, il CR.32 era stato progettato per delle tattiche di combattimento (il combattimento manovrato stile prima guerra mondiale) ormai inadatte e superate.[7]
Il ministero dellAeronautica ordinò il nuovo biplano il 10 febbraio 1938, emettendo una specifica per la fornitura di due prototipi intermedi CR.40 e CR.41. Il primo CR.42 volò sullaeroporto di Torino-Aeritalia il 23 maggio 1938 ai comandi del pilota collaudatore Valentino Cus.[8][9]

Produzione

Il "Falco" fu subito accolto favorevolmente dai piloti italiani[10][11]. Se ne decise, pertanto, la produzione in grande serie, in parallelo con i nuovi caccia monoplani (Fiat G.50 e Macchi MC.200, con cui condivideva il propulsore) per soddisfare le richieste della Regia Aeronautica, del Belgio, con 34 esemplari consegnati tra il dicembre 1939 e il giugno 1940, e della Svezia, con 72 velivoli consegnati tra il 1940 e il 1941[10].
La produzione continuò fino a tutto il 1944 sommando almeno 1.817-1.819 aeroplani prodotti, dei quali 63 (secondo altre fonti 51) costruiti sotto il controllo della Luftwaffe e 140 completati per lesportazione. Questi numeri fanno del "Falco" laereo italiano costruito nel maggior numero di esemplari."[1][9] Nella maggior parte delle versioni costruite non era previsto un apparecchio radio.
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